lunedì, 01 settembre 2008
La Betancourt non è stata rapita, ha solo frequentato un corso approfondito di noiogenesi mediatica. (con pure l'onta di qualche anno in fuoricorso)
martedì, 26 agosto 2008
In esclusiva per PC, notevole pic del tornado che ha fatto un bel po' di bordello il giorno che sono tornato dalle vacanze.
A detta dell'autore, che senz'altro ne sa più dei metereologi (che quel giorno davano sereno variabile), non si chiama tornado, ma "tromba marina", "si è formata davanti alla baia di Sistiana e si è distrutta quando è arrivata sulla costa".
Creative Commons? Sto cazz'.
© Tomaž Stefani.
lunedì, 25 agosto 2008

Nel mio bagno, come in tutti i bagni del mondo, c'è una pila enorme di carta da leggere. Tra i soliti venerdì di Rep e Magazine del Corriere, la mia scelta di oggi è caduta su un Tex del 1983, gran annata, tralaltro. Costava 800 lire e no, non ho idea di chi tra i miei compagni di casa possa averlo comprato.
S'intitola "Il segreto della Sierra Madre": una spedizione per ritrovare un tesoro Atzeco, degli omicidi, e Tex e Carlson che cercano di trovare l'assassino. Bella storia, bella grafica, battute un po' machiste. A pagina 83, per esempio, Tex fa a Kit: "Nessun sospetto su chi possa essere?", e lui "Per me è più buio che nella gola di un negro".
Nella gola di un negro. Giusto per registrare il muoversi dei confini, dei costumi: oggi sarebbe inconcepibile. O almeno censurabile, almeno razzista.
E che io ci abbia fatto caso non so se mi fa sentire più vecchio o più meglio.
sabato, 16 agosto 2008
Un commentatore RAI, dopo un abbraccio tra due atlete olimpiche sul podio del lancio del peso, ha appena detto che è un piacere vedere questa sportività, "specialmente tra le donne: di solito le donne si odiano tutte".
venerdì, 15 agosto 2008
Dalle sagge paginone del Corriere, finalmente è arrivata la conferma scientifica che non è lei che non è abbastanza bella, sei tu che non sei abbastanza ubriaco.
venerdì, 15 agosto 2008
Sempre sulla Betancourt-meraviglioso-regalo-di-compleanno, qualche dubbio se l'è fatto venire anche Teledurruti.
(e lui no, non è noioso).
PS: E pure Califano, con la consueta aplomb: "Stavo bene senza de lei, potevano risparmiarcelo 'sto ritorno".
mercoledì, 13 agosto 2008
Il profilo di W in facebook non è un fake. Nel senso che, a differenza di molti altri miei amici in fb, tipo Babbo Natale, Papa Ratzinger, Madre Teresa di Calcutta, lui ha davvero un team di gggiovani esperti che gli cura la sua pagina personale. E quanto vorrei scambiarci 2 chiacchiere, con questo team, quanto.
Facebook ha una funzione, che ti permette di far sapere a tutti i tuoi amici, cosa diavolo stai provando, facendo o pensando.
Così, nelle ultime due settimane, sappiamo che il fantoccione virtuale di W, che si presenta con la faccia sorridente dei manifesti elettorali, ha pensato che “L'Italia vive la crisi più drammatica dal dopoguerra in poi”, che “Ieri è stato bello e commovente vedere le immagini di Ingrid Betancourt libera, questo è stato per me un bellissimo regalo di compleanno”, che “E' intollerabile attaccare il Capo dello Stato”, e che “oltraggiare l'inno di Mameli è inaccettabile”.
E’ andato su Repubblica e sul Corriere, poi, inveendo contro la decisione di Mediaset di fare causa a YT, dicendo che “la rete è libertà. Altro che far causa a YouTube, servono nuove regole”, geniale. Qualche giorno fa “ha telefonato a Romano Prodi per gli auguri di compleanno”, e proprio ieri, pensava “Complimenti Federica! Oro e record! Così fanno i campioni!”.
Ora. Trovo davvero difficile trovare una persona di intelligenza medio-bassa che riesca ad inanellare una serie di cazzate simili. Tutte assieme, intendo.
Perché l’Italia è in crisi da quando io posso ricordare il nome di questo Paese, perché Ingrid Betancourt non è un regalo di compleanno, perché il capo dello Stato è attaccabile, come tutti, come l’inno, che è una canzone, perché certo che la rete è libera, ma bisogna saperla usare, perché del compleanno di Prodi, sinceramente, cazzomene, e la machata sui campioni sembra appena uscita da uno spot dei ringo.
Ma c’è una cosa, che mi deprime. Non è solo che non sono d’accordo su niente, di quanto viene scritto dai W-boys di fb. E’ che credo, temo, che W sia davvero questa cosa qui. Non cattivo. Non incapace.
Noioso, che è peggio.
postato da: albertobellan alle ore 18:45 |
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giovedì, 24 luglio 2008
Al bar, mentre mangio il mio pasticcino alle mandorle e alla ciliegia scaccia pensieri, una ragazza con dei pantaloni un po' larghi, circa la mia età, mi chiede il Corriere. Che non stavo leggendo, tralaltro.
"Ah bene, il lodo Alfano è legge", dice sarcastica. Mi guarda. Io la guardo con un sorriso a dire "signorina, anch'io sono contento che oggi ci sia una bella arietta". Poi si mette a leggere. Ad un quarto di articolo, prima sbuffata. A metà, la seconda. Prima di concludere sibila un "incredibile", e lancia il giornale sul tavolo.
Per dire: non è che ho smesso di scandalizzarmi per le questioni politiche di questo Paese.
E' che, oggi, avevo proprio una cravatta bellissima.
lunedì, 21 luglio 2008
La cosa che mi capita più spesso di fare, in questo tempo un po’ strano, è dormire poco, e sognare una cosa. Anche ieri.
Sono quasi sempre con qualcuno a cui voglio bene, tipo la mia mamma, ieri notte, e poi altri.
Questo qualcuno mi parla, guardandomi, ma io penso ad altro, scruto il cielo, come a cercare qualcosa che so. Poi, puntualmente, compare un aereoplano. Gigantesco, un boeing, oppure qualche altro modello leggermente minore, ma sempre enorme, e sempre passeggeri.
Disegna parabole strane, non usuali per il volo di un aereoplano così pesante. Delle traiettorie più simili ad una zanzara. Sbanda, compie brusche virate, arriva quasi a fare il giro della morte, pur senza riuscirci mai.
Io lo guardo, e inizia a sorprendermi una sensazione realistica, e decisamente invasiva. D'ansia, prima, unità però alla consapevolezza che vedere un aereo in difficoltà, così, potrebbe non capitarmi più. Mai più. E quindi, nell'ansia, in fondo, colgo piacere.
Tutte le volte, poi, cerco di avvisare quello che mi sta a fianco, che non mi ascolta, e continua a parlarmi, come se niente fosse, oppure se ne accorge, ma tardi, come a non dargli importanza.
In un climax surreale, cambiano anche i colori del paesaggio che, da normali, passano al giallo, al rosa intenso, da far male agli occhi.
Il sogno si chiude sempre con l'aereo che finisce le sue difficoltà schiantandosi al suolo, a meno di una cinquantina di metri da me e dal mio interlocutore (ieri, era nel campo di fronte casa mia). Senza rumore. Quasi al rallentatore.
Un'amica dice che, in realtà, l'interpretazione è abbastanza semplice.
Se voli, o sogni qualcosa che vola, quel qualcosa sei tu. Le tue aspirazioni, i tuoi desideri, i tuoi sogni. Se vedi te, o quel qualcosa che vola, schiantarsi, quel qualcosa che si schianta sei tu, le tue aspirazioni, eccetera.
Non sono molto d'accordo: coerentemente con il mio stato attuale, delle mie aspirazioni, dei miei desideri, eccetera, nel sogno, pur scrutando il cielo, dovrei non vedere niente.
giovedì, 26 giugno 2008
Non è per fare quello che è sempre sulla notizia, ma comunque: che Gianni Cuperlo è il punto da cui la sinistra italiana deve ripartire, l'avevo detto, io. Da mò.
mercoledì, 25 giugno 2008
E io che speravo parlasse di me.
lunedì, 23 giugno 2008
La cosa peggiore di non avere il telefonino è senz'altro doversi far svegliare dal proprio compagno di stanza.
domenica, 22 giugno 2008
Dopo anni in cui ci tocca subire le ingerenze della Chiesa nella vita pubblica del nostro Paese, finalmente, finalmente, è successo il contrario.
domenica, 22 giugno 2008
E come se non bastasse, ho pure dimenticato il telefono a 500 chilometri di distanza da qui.
Una settimana intera senza radiazioni da cellulare può solo che far bene, comunque.
giovedì, 12 giugno 2008
Non è stato facile, per nessuno. E' che la storia, anche delle mode, funziona a cicli. Prima ritornano i '60, il rock&roll, l'America e Arthur Fonzarelli, con il suo giubbotto in pelle e le danze a gambe spalancate, heeei. Poi i '70, l'elaborazione del lutto e la protesta, ma non solo, il decennio fatto stile, le camicie colorate, le vespe e le gonne a righe. C'era da aspettarselo, eppure, questi, speravo di no. Qualche avvisaglia ce l'avevo avuta, a dire il vero. Ricordo, l'altr'anno raccontavo a due amiche che lavoravano con me, quanto era strano, riiniziare a vedere le Timberland. Poi, andando avanti coi mesi, raccontavo al cuore mio quanto fosse sconvolgente vedere di nuovo il Monclaire, con quel luccichio fuori posto. Poi, mi son detto che sì, era normale, giusto così. Bisognava accettarlo. Ma ve lo sto dicendo: se ritornano davvero anche i Beehive, Marrabbio.
domenica, 08 giugno 2008
Si ha un bel dire, a consigliare di lasciare perdere. Di farla finita, di allontanarsi e non pensarci più. E a poco vale, che ogni volta che uno ci ricasca, viene preso a pesci in faccia, con la pioggia che tenta invano di rovinarti l'anima, e le foglie per terra, a farti scivolare. E poi l'aria. Quell'aria, colorata di aspettative disattese da troppe primavere, come se dovesse succedere qualcosa di importante, che poi la cosa importante è già solo l'attesa. Che bella. Che bella, la mia Trieste.
sabato, 07 giugno 2008
Oramai neanche mi prendo male. Quando sento parlare di Pietro, oppure Alfano. Quando Amato se ne va, e mi lascia solo, quando non mi rimane che il PD. Quando sento cose che un paio d'anni fa mi avrebbero fatto piangere, oramai nemmeno mi giro. C'abbiamo la scorza dura, noi della B Generation.
Eppure, nonostante l'idea di "Stato Confessionale" sia quasi un pochino riduttiva, qualcuno ha capito che cosa mai significhi "pericolose per la pubblica moralità"?
giovedì, 05 giugno 2008
E' davvero difficile da credere, visto l'affollamento di luoghi comuni inventati su questo posto.
Ma a Milano piove. Piove davvero. Sempre.
mercoledì, 04 giugno 2008
Della storiella prontamente riportata dal PornoCorriere dei due amanti del confessionale, è notevole che il titolo "Fanno sesso nel confessionale", sia in realtà molto diverso dal contenuto dell'articolo, dove non c'è del sesso nel senso di "sesso", ma un "appassionato rapporto orale" nel senso di fellatio.
Ed è diverso, eccome se è diverso.
lunedì, 02 giugno 2008
Non ne va liscia una, ad Ahmadinejad. Quelli del Pride, vista la leggerissima deriva omofoba del regime Iraniano e, piaccia o no agli ecumenisti, dell'Islam in generale, gli stanno preparando un'accoglienza degna di nota. Poi, lo sgarbo di B, che ha ben pensato di non invitarlo alla cenetta di gala con tutti i leader del vertice Fao a Villa Certosa. Ahmadinejad, per nulla colpito, ha dichiato che, bon: quella sera, c'aveva judo. (*)
lunedì, 02 giugno 2008
Oggi, sul Corriere, la letterina di addio del dottor Sottile.
venerdì, 30 maggio 2008
Non è che credo che dire sempre quello che si pensa non sia un valore in sè, che alla fine anche Don Chisciotte, per non parlare del suo ronzino, un bel posto nella storia almeno figurata dell'uomo ce l'hanno anche avuto. E, ovvio, continuo a pensare che il dialogo frontale, anche quando esasperato, quando disperato , sia comunque il miglior modo per risolvere le cose. O, almeno, per complicarle, che comunque il fatto di risolvere o complicare, si sa, non sono fini assoluti, chè il fine assoluto è la verità, la giustizia. E la democrazia, a volte. C'è però questa cosa: che sarà che ormai sto diventando vecchio, oppure scemo, epperò se qualcuno, ora, mi dicesse che non moriremo mai democristiani, risponderei: "Mah, vediamo."
lunedì, 26 maggio 2008
«Quello che è accaduto a Christian è gravissimo, la mia condanna è ferma, l'orientamento sessuale non può determinare discriminazione e violenza» ha commentato il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna.
A me fa orrore.
Il fatto che "ministro" e "Mara Carfagna" stiano nella stessa frase, intendo. Orrore.
martedì, 20 maggio 2008
Dio, quanto adoro Luca Sofri.
lunedì, 19 maggio 2008
Riguardo al video con i bufali, attaccati dai leoni, attaccati a loro volta dai coccodrilli, che poi la danno vinta ai leoni, attaccati poi dai bufali, che poi lasciano perdere, questo, insomma, non credo che, effettivamente, abbia fatto più di 32 milioni di visitatori. Credo, piuttosto, che ne abbia fatto poco più di mille che, in due giorni, l'hanno rivisto almeno 32.247 volte, come me.