sabato, 16 agosto 2008
Un commentatore RAI, dopo un abbraccio tra due atlete olimpiche sul podio del lancio del peso, ha appena detto che è un piacere vedere questa sportività, "specialmente tra le donne: di solito le donne si odiano tutte".
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categoria:cose così, rai , i am not feeling fine, sono sconvolto
sabato, 16 agosto 2008
patterson_bigfootForse si risolve davvero, questa storia del bigfoot, o piedone, o yeti, o uomo delle nevi.
Ubiquo, è stato avvistato furtivo nei boschi di conifere nordamericane, sulle vette dell'Himalaya, nella fitta giungla indiana. Di lui si racconta da sempre nelle fiabe di ogni popolo, l'ha visto pure quell'alcolizzato d'acqua di Reinold Messner. Fino ad ora, però, a parte qualche pelo raccolto, nessuno straccio di prova della sua esistenza reale.
Ieri, poi, la svolta. Matthew Whitton e Rick Dyer, due cacciatori di mostri della california del nord, hanno tenuto una conferenza stampa per far sapere al mondo del loro incontro ravvicinato con il bestione. Camminavano sottovento, attenti a non far rumore, in un bosco fitto e buio. Ad un tratto, come uscito dal niente, si è materializzato tra il fogliame. Gigantesco, peloso, agghiacciante. Era Giuliano Ferrara.
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categoria:il foglio, allegrezzi
venerdì, 15 agosto 2008
birra_peroni_collo_cortoDalle sagge paginone del Corriere, finalmente è arrivata la conferma scientifica che non è lei che non è abbastanza bella, sei tu che non sei abbastanza ubriaco.
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categoria:cose così, allegrezzi, sui giovani doggi, i am not feeling fine
venerdì, 15 agosto 2008
Sempre sulla Betancourt-meraviglioso-regalo-di-compleanno, qualche dubbio se l'è fatto venire anche Teledurruti.

(e lui no, non è noioso).

PS: E pure Califano, con la consueta aplomb: "Stavo bene senza de lei, potevano risparmiarcelo 'sto ritorno".
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mercoledì, 13 agosto 2008
n1126327690_7817Il profilo di W in facebook non è un fake. Nel senso che, a differenza di molti altri miei amici in fb, tipo Babbo Natale, Papa Ratzinger, Madre Teresa di Calcutta, lui ha davvero un team di gggiovani esperti che gli cura la sua pagina personale. E quanto vorrei scambiarci 2 chiacchiere, con questo team, quanto.
Facebook ha una funzione, che ti permette di far sapere a tutti i tuoi amici, cosa diavolo stai provando, facendo o pensando.
Così, nelle ultime due settimane, sappiamo che il fantoccione virtuale di W, che si presenta con la faccia sorridente dei manifesti elettorali, ha pensato che “L'Italia vive la crisi più drammatica dal dopoguerra in poi”, che “Ieri è stato bello e commovente vedere le immagini di Ingrid Betancourt libera, questo è stato per me un bellissimo regalo di compleanno”, che “E' intollerabile attaccare il Capo dello Stato”, e che “oltraggiare l'inno di Mameli è inaccettabile”.
E’ andato su Repubblica e sul Corriere, poi, inveendo contro la decisione di Mediaset di fare causa a YT, dicendo che “la rete è libertà. Altro che far causa a YouTube, servono nuove regole”, geniale. Qualche giorno fa “ha telefonato a Romano Prodi per gli auguri di compleanno”, e proprio ieri, pensava “Complimenti Federica! Oro e record! Così fanno i campioni!”.
Ora. Trovo davvero difficile trovare una persona di intelligenza medio-bassa che riesca ad inanellare una serie di cazzate simili. Tutte assieme, intendo.
Perché l’Italia è in crisi da quando io posso ricordare il nome di questo Paese, perché Ingrid Betancourt non è un regalo di compleanno, perché il capo dello Stato è attaccabile, come tutti, come l’inno, che è una canzone, perché certo che la rete è libera, ma bisogna saperla usare, perché del compleanno di Prodi, sinceramente, cazzomene, e la machata sui campioni sembra appena uscita da uno spot dei ringo.
Ma c’è una cosa, che mi deprime. Non è solo che non sono d’accordo su niente, di quanto viene scritto dai W-boys di fb. E’ che credo, temo, che W sia davvero questa cosa qui. Non cattivo. Non incapace.
Noioso, che è peggio.
giovedì, 24 luglio 2008
Al bar, mentre mangio il mio pasticcino alle mandorle e alla ciliegia scaccia pensieri, una ragazza con dei pantaloni un po' larghi, circa la mia età, mi chiede il Corriere. Che non stavo leggendo, tralaltro.
"Ah bene, il lodo Alfano è legge", dice sarcastica. Mi guarda. Io la guardo con un sorriso a dire "signorina, anch'io sono contento che oggi ci sia una bella arietta". Poi si mette a leggere. Ad un quarto di articolo, prima sbuffata. A metà, la seconda. Prima di concludere sibila un "incredibile", e lancia il giornale sul tavolo.
Per dire: non è che ho smesso di scandalizzarmi per le questioni politiche di questo Paese.
E' che, oggi, avevo proprio una cravatta bellissima.
lunedì, 21 luglio 2008
bum
La cosa che mi capita più spesso di fare, in questo tempo un po’ strano, è dormire poco, e sognare una cosa. Anche ieri.
Sono quasi sempre con qualcuno a cui voglio bene, tipo la mia mamma, ieri notte, e poi altri.
Questo qualcuno mi parla, guardandomi, ma io penso ad altro, scruto il cielo, come a cercare qualcosa che so. Poi, puntualmente, compare un aereoplano. Gigantesco, un boeing, oppure qualche altro modello leggermente minore, ma sempre enorme, e sempre passeggeri.
Disegna parabole strane, non usuali per il volo di un aereoplano così pesante. Delle traiettorie più simili ad una zanzara. Sbanda, compie brusche virate, arriva quasi a fare il giro della morte, pur senza riuscirci mai.
Io lo guardo, e inizia a sorprendermi una sensazione realistica, e decisamente invasiva. D'ansia, prima, unità però alla consapevolezza che vedere un aereo in difficoltà, così, potrebbe non capitarmi più. Mai più. E quindi, nell'ansia, in fondo, colgo piacere.
Tutte le volte, poi, cerco di avvisare quello che mi sta a fianco, che non mi ascolta, e continua a parlarmi, come se niente fosse, oppure se ne accorge, ma tardi, come a non dargli importanza.
In un climax surreale, cambiano anche i colori del paesaggio che, da normali, passano al giallo, al rosa intenso, da far male agli occhi.
Il sogno si chiude sempre con l'aereo che finisce le sue difficoltà schiantandosi al suolo, a meno di una cinquantina di metri da me e dal mio interlocutore (ieri, era nel campo di fronte casa mia). Senza rumore. Quasi al rallentatore.
Un'amica dice che, in realtà, l'interpretazione è abbastanza semplice.
Se voli, o sogni qualcosa che vola, quel qualcosa sei tu. Le tue aspirazioni, i tuoi desideri, i tuoi sogni. Se vedi te, o quel qualcosa che vola, schiantarsi, quel qualcosa che si schianta sei tu, le tue aspirazioni, eccetera.
Non sono molto d'accordo: coerentemente con il mio stato attuale, delle mie aspirazioni, dei miei desideri, eccetera, nel sogno, pur scrutando il cielo, dovrei non vedere niente.
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categoria:sono sconvolto
domenica, 13 luglio 2008
Direi che è anche arrivato il momento di cambiare il nome del Circolo Barak Obama in, chessò, Circolo Umberto Bossi.
venerdì, 04 luglio 2008
Immagine 4
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categoria:allegrezzi
giovedì, 26 giugno 2008
Non è per fare quello che è sempre sulla notizia, ma comunque: che Gianni Cuperlo è il punto da cui la sinistra italiana deve ripartire, l'avevo detto, io. Da mò.
mercoledì, 25 giugno 2008
E io che speravo parlasse di me.
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categoria:allegrezzi
lunedì, 23 giugno 2008
La cosa peggiore di non avere il telefonino è senz'altro doversi far svegliare dal proprio compagno di stanza.
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domenica, 22 giugno 2008
Dopo anni in cui ci tocca subire le ingerenze della Chiesa nella vita pubblica del nostro Paese, finalmente, finalmente, è successo il contrario.
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domenica, 22 giugno 2008
E come se non bastasse, ho pure dimenticato il telefono a 500 chilometri di distanza da qui.
Una settimana intera senza radiazioni da cellulare può solo che far bene, comunque.
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giovedì, 12 giugno 2008
Andrea_e_MirkoNon è stato facile, per nessuno. E' che la storia, anche delle mode, funziona a cicli. Prima ritornano i '60, il rock&roll, l'America e Arthur Fonzarelli, con il suo giubbotto in pelle e le danze a gambe spalancate, heeei. Poi i '70, l'elaborazione del lutto e la protesta, ma non solo, il decennio fatto stile, le camicie colorate, le vespe e le gonne a righe. C'era da aspettarselo, eppure, questi, speravo di no. Qualche avvisaglia ce l'avevo avuta, a dire il vero. Ricordo, l'altr'anno raccontavo a due amiche che lavoravano con me, quanto era strano, riiniziare a vedere le Timberland. Poi, andando avanti coi mesi, raccontavo al cuore mio quanto fosse sconvolgente vedere di nuovo il Monclaire, con quel luccichio fuori posto. Poi, mi son detto che sì, era normale, giusto così. Bisognava accettarlo. Ma ve lo sto dicendo: se ritornano davvero anche i Beehive, Marrabbio.